“Nessuno come noi agricoltori sa bene cosa siano i sacrifici e come il contributo al bene del Paese rappresenti un dovere per tutti. Noi non ci tiriamo indietro, ma equità e misure per la crescita devono riguardare anche il nostro settore, e queste misure nella manovra ancora non ci sono”.
E’ il commento del presidente della Coldiretti, Sergio Marini, alla manovra presentata al Parlamento dal premier Mario Monti. Una Finanziaria da 24 miliardi che ha l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 ma i cui contenuti non hanno mancato di scatenare un ridda di reazioni.
Per l’agricoltura il decreto legge prevede, per il calcolo dell’imposta municipale propria (ex Ici) introdotta con l’art. 13 del provvedimento, che per i terreni agricoli il valore dell’immobile è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, rivalutato del 25 per cento, un moltiplicatore pari a 120.
E’ prevista inoltre una riduzione allo 0,2% della aliquota di base dell’imposta (0,76%) per i fabbricati rurali ad uso strumentale. I comuni possono autonomamente prevedere una ulteriore riduzione allo 0,1%. Gli stessi comuni possono anche ridurre l'aliquota di base fino allo 0,4 per cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario.
Sempre per i fabbricati rurali, si stabilisce una proroga al 31 marzo 2012 della scadenza per la presentazione della domanda di riconoscimento dei requisiti di ruralità (e delle successive, conseguenti scadenze). Il decreto dispone nella parte relativa alla previdenza la rideterminazione delle aliquote contributive di coltivatori diretti, mezzadri e coloni (art. 24 comma 18).
La manovra contiene anche norme (art. 3 ter comma 3) che modificano quelle contenute nella legge di stabilità sull’alienazione dei terreni agricoli e l’ulteriore stanziamento a favore dell’Agea, che sarà, per l'anno 2012, di 40 milioni di euro (art. 30, comma 4).
“Abbiamo consegnato per questo al presidente del Consiglio Mario Monti alcune nostre proposte - ha continuato Marini -, idee anche a costo zero, per una filiera agricola più trasparente, più competitiva, più rispettosa di tutti e dove il bene terra, se utilizzato come fattore della produzione in una impresa agricola merita un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a fondi agricoli speculativi o per fini hobbistici. Queste correzioni - ha concluso Marini - sono necessarie in quanto equità e crescita sostenibile sono i nuovi beni comuni ai quali il nostro Paese non può permettersi di rinunciare soprattutto in un settore strategico del made in Italy”.
8 Dicembre 2011
Manovra priva di equità e misure per la crescita